Quali norme di sicurezza devono rispettare le scarpe di sicurezza industriali
Gli scarponi di sicurezza industriale rappresentano una linea di difesa imprescindibile per i lavoratori operanti nei settori della produzione, delle costruzioni, dell’estrazione mineraria, della logistica e di numerosi altri ambienti industriali. Queste calzature specializzate proteggono i piedi da rischi quali caduta di oggetti, detriti taglienti, scosse elettriche, fuoriuscite di sostanze chimiche e scivolamenti: pericoli che possono causare lesioni permanenti o addirittura decessi. Tuttavia, non tutti gli scarponi di sicurezza industriale offrono lo stesso livello di protezione. Per garantire affidabilità, tali scarponi devono conformarsi a rigorosi standard di sicurezza riconosciuti a livello internazionale, che ne verificano le prestazioni, la durata e la capacità di mitigare i rischi presenti sul luogo di lavoro. Basandosi su 10 anni di esperienza come specialista nella certificazione dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), unita alle conoscenze acquisite da esperti del settore e da organismi autorevoli, questa guida illustra in dettaglio gli standard di sicurezza fondamentali cui devono rispondere gli scarponi di sicurezza industriale, spiega il loro significato e fornisce indicazioni su come verificarne la conformità.
La mia esperienza sul campo: Il costo delle scelte affrettate in materia di Scarpe da sicurezza industriali
All’inizio della mia carriera, ho prestato consulenza a un’azienda manifatturiera di medie dimensioni che aveva sostituito le calzature di sicurezza industriali con modelli a basso costo per ridurre le spese. Le scarpe erano pubblicizzate come «certificate per la sicurezza», ma il fornitore aveva fornito una documentazione generica, priva di riferimenti a specifiche norme. Entro sei mesi, tre lavoratori hanno riportato lesioni ai piedi: uno a causa di un componente metallico da 20 libbre che ha schiacciato la punta della sua calzatura di sicurezza industriale, un secondo a causa di una fuoriuscita chimica che ha penetrato la tomaia della scarpa e un terzo a causa di una scossa elettrica, verificatasi quando la scarpa non è riuscita ad assicurare l’isolamento rispetto a cavi sotto tensione.
Durante i test effettuati sulle calzature di sicurezza industriale rispetto alle norme riconosciute, abbiamo riscontrato l’assenza di puntali adeguati, la mancanza di rivestimenti resistenti ai prodotti chimici e il mancato superamento dei test fondamentali di isolamento elettrico. Lo stabilimento ha dovuto far fronte a richieste di indennizzo per infortuni sul lavoro per un totale di 80.000 USD, ritardi nella produzione e a una sanzione dell’OSHA per l’uso di DPI non conformi. Questo incidente ha messo in evidenza una verità fondamentale: la sicurezza delle calzature industriali è pari alla conformità alle norme cui rispondono. Da allora ho assistito decine di aziende nella gestione della normativa sulla sicurezza, e quelle più performanti sono quelle che danno priorità a calzature di sicurezza industriali certificate secondo standard internazionalmente riconosciuti, evitando così rischi e proteggendo i propri lavoratori.
Competenza: Norme fondamentali sulla sicurezza per le scarpe di sicurezza industriali
Le scarpe di sicurezza industriali devono rispettare norme che affrontano specifici rischi, con riferimenti normativi regionali e globali volti a garantire coerenza e affidabilità. Di seguito sono elencati gli standard più critici, organizzati per regione e tipo di rischio, ai quali ogni paio di scarpe di sicurezza industriale deve conformarsi.
Standard fondamentali globali e regionali
ISO 20345:2011 (Norma internazionale)
Lo standard di riferimento mondiale per le calzature di sicurezza industriali, l’ISO 20345:2011 definisce i requisiti minimi in termini di protezione, calzata e durata. Le calzature di sicurezza industriali certificate secondo questa norma devono superare i seguenti test:
- Resistenza agli urti: capacità di resistere a un impatto di 200 J (equivalente a un oggetto di 20 kg che cade da un’altezza di 1 m) sulla punta rinforzata.
- Resistenza alla compressione: capacità di sopportare una pressione di 15 kN (circa 1,5 tonnellate) sulla punta rinforzata senza deformarsi.
- Resistenza allo scivolamento: raggiungimento di un coefficiente minimo di attrito (CoF) pari a 0,4 su superfici bagnate e oleose.
- Isolamento elettrico: protezione contro una tensione alternata di 18 kV per 1 minuto (per le calzature di sicurezza industriali con classificazione EH).
- Resistenza alla perforazione: impedire che un chiodo d’acciaio affilato (diametro 3 mm) penetri nella suola applicando una forza di 1100 N.
ASTM F2413-23 (Norma statunitense)
Obbligatoria per le calzature di sicurezza industriali commercializzate negli Stati Uniti, la norma ASTM F2413-23 è molto simile all’ISO 20345, ma introduce requisiti specifici per:
- Protezione metatarsale: protezione del mediopiede dagli urti (scarpe di sicurezza industriale con classificazione MT).
- Proprietà antistatiche: riduzione dell’accumulo di cariche elettrostatiche (scarpe con classificazione SD, fondamentali per la produzione di componenti elettronici).
- Resistenza chimica: capacità di resistere all’esposizione a oli, acidi e alcali senza degradarsi.
EN ISO 20345:2011 (Norma europea)
Adottata da tutti gli Stati membri dell’UE, questa norma è identica alla norma ISO 20345 a livello globale, ma richiede l’apposizione del marchio CE, che attesta il rispetto, da parte delle scarpe di sicurezza industriale, dei requisiti UE in materia di salute, sicurezza e tutela ambientale. Le scarpe di sicurezza industriale recanti il marchio CE devono riportare un codice a quattro cifre (ad esempio S3) che specifica le caratteristiche protettive di cui sono dotate.
Norme specifiche per i rischi associati alle scarpe di sicurezza industriale
A seconda dei rischi presenti sul luogo di lavoro, le scarpe di sicurezza industriale potrebbero richiedere certificazioni aggiuntive per affrontare pericoli specializzati:
- Resistenza chimica: La norma EN ISO 20346:2011 (per uso industriale leggero) e la norma EN ISO 20347:2011 (per calzature industriali non di sicurezza) richiedono che le calzature di sicurezza industriali resistano alla penetrazione di carburanti, solventi e sostanze corrosive. Per esposizioni intense a sostanze chimiche, le calzature di sicurezza industriali devono rispettare gli standard ASTM F1671 (permeazione chimica) e ASTM F1672 (resistenza chimica).
- Rischi elettrici: Oltre all’isolamento di base (classificazione EH), le calzature di sicurezza industriali destinate agli operatori elettrici potrebbero dover rispettare gli standard ASTM F1117 (dissipazione elettrostatica) o ASTM F2892 (protezione contro i rischi elettrici in condizioni di bagnato).
- Resistenza allo scivolamento: In ambienti bagnati o oleosi (ad esempio cucine commerciali, impianti di produzione), le calzature di sicurezza industriali devono rispettare lo standard ASTM F1677 (resistenza allo scivolamento su superfici contaminate) o la norma EN ISO 13287 (test di attrito su superfici in ceramica e acciaio).
- Resistenza al calore e al freddo: Per i lavoratori esposti a temperature estreme, le scarpe di sicurezza industriali devono essere conformi alla norma EN ISO 20344:2011 (isolamento termico) e alla norma ASTM F2913 (resistenza al calore fino a 300 °F / 149 °C).
Come verificare che le scarpe di sicurezza industriali rispettino gli standard di sicurezza
Conoscere gli standard è solo metà della battaglia: è necessario verificare che le scarpe di sicurezza industriali acquistate siano effettivamente conformi. Ecco una guida passo passo per garantire la conformità:
1. Verificare la presenza di etichette e marcature di certificazione
Le vere scarpe di sicurezza industriali riportano marcature chiare sulla linguetta, sulla soletta interna o sulla suola esterna che ne attestano la conformità. Cercare:
- ISO 20345:2011, ASTM F2413-23 o EN ISO 20345:2011 (standard fondamentali).
- Marcatura CE (per i mercati dell’UE) accompagnata da un codice a quattro cifre (es. S1 = protezione di base, S3 = resistente all’acqua + antiscivolo + assorbimento dell’energia).
- Etichette specifiche per tipologie di rischio (es. EH per rischio elettrico, PR per resistenza alla perforazione, MT per protezione del metatarso).
2. Esaminare la documentazione fornita dal fornitore
I produttori affidabili rilasciano un Certificato di Conformità (CoC) per le loro scarpe di sicurezza industriali, che attesta che il prodotto è stato sottoposto a prove e rispetta gli standard dichiarati. Chiedere al fornitore:
- Relazioni di prova provenienti da laboratori accreditati (ad es. UL, Intertek, SGS) che verificano la resistenza agli urti, alla compressione e allo scivolamento.
- Schede dati di sicurezza dei materiali (SDS) per scarpe di sicurezza industriali resistenti ai prodotti chimici.
- Dichiarazioni di conformità allineate con le normative statunitensi OSHA, britanniche HSE o con le normative locali in materia di sicurezza sul lavoro.
3. Effettuare controlli in loco
Per applicazioni critiche, integrare la documentazione con prove pratiche (o audit da parte di terzi):
- Prova della punta rinforzata: Premere saldamente la punta della scarpa di sicurezza industriale contro una superficie dura: non deve verificarsi alcuna cedevolezza né deformazione.
- Prova di scivolamento: Far provare le scarpe ai lavoratori su pavimenti bagnati o oleosi in un ambiente controllato per verificarne l’aderenza (evitare di basarsi esclusivamente sui risultati di laboratorio).
- Resistenza all’acqua: Per le scarpe di sicurezza industriali con classificazione S3, immergere la scarpa fino alla caviglia per 30 minuti: non deve penetrare alcuna quantità d’acqua all’interno.
4. Consultare esperti del settore
Il dott. James Carter, ingegnere senior per la sicurezza presso l’Istituto nazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro (NIOSH), consiglia: «Gli standard per le calzature di sicurezza industriale vengono aggiornati regolarmente; lavoratori e datori di lavoro dovrebbero consultare specialisti certificati in dispositivi di protezione individuale (DPI) per assicurarsi di utilizzare calzature conformi ai requisiti più recenti. Una calzatura certificata cinque anni fa potrebbe non essere più conforme alle nuove linee guida per la mitigazione dei rischi.»
Considerazioni fondamentali oltre agli standard di base
Sebbene il rispetto degli standard fondamentali sia obbligatorio, le migliori calzature di sicurezza industriale offrono prestazioni superiori per soddisfare le esigenze reali sul campo:
- Comfort e calzata: Scarpe di sicurezza industriali troppo strette o ingombranti possono causare affaticamento e ridurre la conformità; scegliere modelli dotati di solette ergonomiche e tomaie traspiranti (conformi alla norma EN ISO 20344:2011, che tratta specificamente calzata e comfort).
- Durata: Le scarpe di sicurezza industriali devono resistere all’usura quotidiana: verificare la presenza di cuciture rinforzate, tomaie resistenti all’abrasione e suole antiscivolo con uno spessore minimo di 6 mm.
- Compatibilità con altri DPI: Per i lavoratori che indossano ginocchiere, paragambe o abbigliamento protettivo, le scarpe di sicurezza industriali devono avere un design che non ostacoli i movimenti né comprometta la protezione.
Conclusione
Gli scarponi di sicurezza industriale non sono semplicemente un requisito sul luogo di lavoro: rappresentano una vera e propria linea di protezione per i lavoratori esposti quotidianamente a rischi. Per garantire la massima protezione, gli scarponi di sicurezza industriale devono rispettare standard internazionali come l’ISO 20345:2011, riferimenti regionali come l’ASTM F2413-23 e certificazioni specifiche per tipologia di rischio, adattate all’ambiente lavorativo. Verificando le etichette, esaminando la documentazione, effettuando controlli in loco e consultando esperti, datori di lavoro e lavoratori possono avere la certezza che i loro scarponi di sicurezza industriale forniranno prestazioni affidabili nel momento più critico. Dalla mia esperienza pluriennale nel settore, ho potuto constatare personalmente che investire in scarponi di sicurezza industriale conformi riduce gli infortuni, abbassa i costi e promuove una cultura aziendale più sicura. Non accontentatevi di calzature scadenti: esigete scarponi di sicurezza industriale che soddisfino rigorosi standard di sicurezza e date sempre la priorità alla protezione.
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